Referendum 12-13 Giugno – Piccole Considerazioni
Salve a tutti.
Era un pò che non scrivevo e questo referendum, mi ha dato modo di fare alcune considerazioni che vorrei condividere con chi mi leggesse.
Difficilmente mi troverete a parlare di Politica su questo Blog, e teoricamente, parlare del referendum, non dovrebbe implicare parlare di Politica, ma si ha la netta sensazione, meglio la certezza, visto quello che si legge in giro, che l'Italia abbia preso come politica questa che doveva essere una (o meglio quattro) scelta ponderata per il futuro del nostro Paese.
Il Bel Paese, patria di poeti e navigatori e, a mio avviso, di disinformati.
Avendo ricevuto l'incarico da scrutinatore per questo referendum, ho evitato di esprimere pubblicamente cosa ne pensavo, per scelta personale, ma ora che la questione si è conclusa vorrei, compatibilmente alla quantità di letture che otterrà questo articolo, esprimere la mia idea.
Idea che può essere condivisa o no, poco importa, io la dico, male che vada giunti al punto che vi darà noia, chiuderete la pagina.
Dunque, prima cosa che mi è venuta in mente, mentre si procedeva a far votare la gente, è stata questa:
Ma questa gente lo sa che sopra le due caselle non ci sta scritto "Vuoi cacciare Berlusconi"?
No perchè vi giuro, il dubbio mi è venuto subito, e già serpeggiava in me sentendo commenti delle persone che si presentavano a votare e leggendo le quintalate di propaganda, più o meno corretta (a mio avviso, sia ben chiaro) fatta in questi giorni prima del Referendum.
Ho colto una sorta di "accanimento" nel votare, come se ogni "SI" segnato su quelle schede, fosse visto, dai votanti, come un calcio alle terga di Berlusconi.
Vorrei analizzare per punti quello che penso e pensavo delle questioni messe in discussione con il referendum:
Nucleare:
Abrogazione delle nuove norme che consentono la produzione nel territorio nazionale di energia elettrica nucleare
Parto da questo, anche se non era il primo quesito, perchè semplicemente non voglio andare in ordine.
Dunque, a quanto pare gli Italiani sono TERRORIZZATI dalla possibilità di costruire Centrali Nucleari in Italia, per alcuni motivi:
- Noi italiani non siamo buoni
- Poi andrebbe tutto nelle mani della mafia e le centrali verrebbero gestite e ancor prima costruite male
- Se "viene il terremoto come in Giappone" saltiamo tutti in aria e ci ritroviamo radiazioni fino ad avere "Tumori ai tumori"
Sono affermazioni che mi sono sentito dire, ora provo ad analizzare per punti.
Quindi se il problema è che gli Italiani non sono buoni a gestire nulla, allora significa che dovremmo avere paura di noi stessi e non fare proprio nulla, e poi mi chiedo, come mai noi Italiani non saremmo poi così buoni e continuiamo ad "esportare" menti eccelse che possono trovare realizzazione solo all'estero?
Per quanto riguarda la mafia (leggasi come Mafia in termine generico), un'affermazione del genere è una coltellata a tutti gli uomini e donne che sono morti in nome di un ideale, nella difesa dello Stato e dell'Italia stessa (e degli Italiani), che hanno insomma, combattuto la mafia.
Significherebbe SOTTOSTARE al volere dell'illegalità e far influenzare lo sviluppo e il futuro di questo Paese ad organizzazioni criminali, insomma fare decidere loro per voi.
"Blocchiamo lo sviluppo, sennò la mafia se ne impossessa", andiamo come ragionamento in se non fila.
E' un pò come "non mangiare il pane perchè fa briciole e le briciole foraggiano le formiche", non volete che la mafia controlli le centrali nucleari (o altro)?
Combattetela, denunciate l'illegalità e tutelate il vostro Futuro e il vostro Paese.
Insomma, non lasciate che sia la paura di qualcun'altro ad influenzare le vostre scelte.
Il terzo punto si risolve in fretta.
Beh, se "Viene il terremoto come in Giappone" state tranquilli che non resta manco "un'asola" delle "Stivale" e la vostra preoccupazione principale non sarà di certo la contaminazione radioattiva, ma la montagna di macerie che vi ha seppellito, quindi non preoccupatevi, se si verifica un evento catastrofico come quello del Giappone, non vi ucciderà un tumore, ma, molto più verosimilmente, una valanga di macerie.
Avendo esposto questi tre punti, vi dico come continuerà, secondo me, ad essere la situazione dopo questo Referendum:
Intorno all'Italia ci sono Paesi che producono energia tramite le Centrali Nucleari, Paesi come la Francia in cui, da quanto ho letto in giro (ma le fonti non le considero attendibilissime) 34 su 58 reattori nucleari, avrebbero problemi più o meno importanti dal punto di vista della sicurezza.
Quindi l'Italia avrebbe comunque delle centrali attorno a se, e se ci fosse un incidente?
Beh si, ci evitiamo il botto iniziale, che per carità farebbe grossi danni nella zona circostante, ma cari miei, le radiazioni, e quanto ne conseguirebbe, ce le prenderemmo in ugual maniera.
E intanto continueremmo a pagare cara l'energia, dipendere per la maggior parte del nostro fabbisogno da altri paesi (vi devo ricordare il black out che lasciò al buio l'italia per almeno 12 ore nel settembre del 2003, causando enormi disagi) come appunto la Francia ed ignorare il fatto che attualmente produciamo la maggior parte della nostra energia tramite la combustione di combustibili (scusate il gioco di parole) fossili come carbone, petrolio e gas naturali che inquinano (ed uccidono) molto più di quanto farebbero delle centrali nucleari a regime.
Provate a riflettere ora sull'energia in Italia dopo queste considerazioni...
Dopo questo argomento vogliamo parlare dell'acqua?
Ho letto in giro una valanga di slogan come "Acqua pubblica!" o alcuni molto divertenti come "Il tuo pesce rosso ti odierà".
Al di là del fatto che il tuo pesce rosso ti odia perchè quel vaso forse è un pò troppo piccolo per lui, fondamentalmente si era chiamati a decidere se rendere libero il mercato dell'acqua, annullando il decreto che stabiliva la "piena ed esclusiva proprieta’ pubblica delle risorse idriche, il cui governo spetta esclusivamente alle istituzioni pubbliche, in particolare in ordine alla qualita’ e prezzo del servizio”.
Insomma, acqua pubblica!
Sembra molto bello, ma avete mai sentito dire che "la concorrenza abbatte i costi e migliora la qualità"?
Insomma, come stanno ora le cose l'acqua resta gestita dalla rete idrica Pubblica, e quella si che ve la raccomando.
Personalmente ho potuto apprezzare tubature perdere ingenti quantità di acqua per settimane, sia al sud (Sicilia e Puglia) che al centro (Umbria) e sapete che quell'acqua costa molto?
A mio avviso, consentire la gestione di tali risorse anche ad aziende private, porterebbe giovamento, dovuto appunto alla concorrenza, che indurrebbe tali società ad abbassare il prezzo a metro cubo ed aumentare la qualità del servizio offerto al pubblico cittadino.
Ma a quanto pare a noi Italiani il mare piace talmente tanto, che preferiamo avere anche in casa "acqua salata".
Ultimo punto che (non) tratterò è quello del "legittimo impedimento", sinceramente non mi tange più di tanto il risultato in tal senso, alla fine chi si sarebbe voluto colpire non avrà comunque problemi e prima o poi questa cosa darà fastidio a chi verrà dando modo di ripristinare la situazione precedente.
Cosa mi è rimasto da queste elezioni?
Stanchezza, delusione (ampiamente prevista) e rabbia.
Stanchezza perchè è stato un lavoro impegnativo da svolgere e da oggi in poi guarderò con occhio diverso chi presenzia ad una pubblica votazione.
Delusione perchè noi Italiani siamo sempre bravi a dimostrare la nostra "pochezza", insomma il motto di questi due giorni è stato "andiamo a votare contro Berlusconi" e non "andiamo a decidere con criterio del nostro futuro" (o di parte di esso).
Poi, per carità ci sarà stato pur chi ha espresso il proprio voto in base a sue idee ben precise, che rispetto pienamente pur non condividendole, non fraintendetemi.
Rabbia.
Rabbia nell'aver visto tanta gente andare li a far "dispetto" a Berlusconi, tanto a sto giro ci abbiam pensato noi a mettercela in quel posto.
Ho visto gente portare "cadaveri ambulanti" (scusate per il termine forte, ma è quello che ho pensato a veder certe scene) ad esprimere un voto che non avrebbe cambiato la loro vita e su argomenti che, reputo, difficilmente comprensibili per persone di una certa età, per poter raggiungere questo benedetto Quorum e dare così un voto contro (almeno nel pensiero comune) uno schieramento politico e non a favore di un'idea.
Voti spendibili e, in molti casi, imposti.
Son tutti buoni a dire che Berlusconi e la Destra in generale è solita fare enormi "porcate" non guardando poi che i primi a farle siamo noi cittadini (vedi il costume di portar le ceneri del trisavolo a votare sostenendo di doverlo accompagnare "all'urna" o chiedere la pensione di invalidità in quanto non vedenti quando un pericoloso moscerino ci colpisce in un occhio).
Questa è la sensazione che ho avuto in questi due giorni, questo quello che mi è rimasto di questa esperienza (oltre tutto quello che ho potuto imparare e gente che ho potuto conoscere) veramente faticosa.
Chi mi conosce sa bene come la penso su determinati argomenti, conosce le mie idee e sa che, nonostante delle volte io possa sembrare "pesante" son fatto così e tento sempre di mettere un pò di raziocinio nelle mie considerazioni ed idee (apparte quando si parla di quel maledetto Iphone, li divento ottuso ed odioso).
Concludo con una sola speranza:
Che questo Paese possa un giorno muoversi con raziocinio nelle proprie decisioni pensando dieci, cento, mille volte.
Questo è venuto veramente lungo....
Passo e Chiudo!
Hydrogen + Joy2key + Band Hero Drumkit
Salve a tutti!
E' una vita che non scrivo e ritorno a farlo per poter ribadire tutta la mia "NERDAGGINE".
Tempo addietro, un amico ha comprato Band Hero per Playstation 3 e dal momento in cui l'ho visto ho pensato a quanto sarebbe stato figo poter sfruttare la batteria del gioco come se fosse una batteria elettronica vera.
Ora partendo dal presupposto che io non so assolutamente suonare una batteria, l'idea ha continuato a frullarmi in testa per un paio di mesi, fin quando ho trovato su ebay, un annuncio che vendeva Band hero completo per PS2 (consolle che ho) ad una ottantina di euro.
Bene, fatto l'acquisto ho ricevuto nel giro di 4 giorni il pacco e mi sono messo subito all'opera.
In casi come questo, esperienza insegna, che Google è un grande amico e da li ho iniziato a cercare qualcuno che avesse già attuato questa mia idea e trovando una guida qua, una guida la, ho messo assieme ciò che sto per raccontarvi.
Ecco ciò di cui abbiamo bisogno:
- Band Hero per PS2 (con questo ho lavorato) e in particolare il "Drum Kit" (la batteria insomma)
- L'adattatore usb per la batteria stessa
- Hydrogen
- Hydrogen-drumkits
- Joy2Key
- Un PC con sopra una qualsiasi distro Linux (nel mio caso ho usato una fedora 13)
Prima di tutto occorre installare Hydrogen ed Hydrogen-drumkits, sotto fedora da terminale:
[root@linux ~]# yum install hydrogen hydrogen-drumkits
Vi chiederà di aggiornare qualche dipendenza qua e la, dategli l'ok e vedrete che la vostra fidata Fedora si scaricherà ed installerà i pacchetti necessari.
Per quel che riguarda joy2key non sono riuscito a trovare il pacchetto dalla repository, quindi ho proceduto in questa maniera:
Da "sourceforge" ho scaricato il pacchetto joy2key-1.6.3.tar.bz2, per la precisione da questa pagina: http://sourceforge.net/projects/joy2key/files/
Una volta effettuato il download, sempre da root ho provveduto a scompattare il pacchetto:
[root@linux ~]# tar -xvjf joy2key-1.6.3.tar.bz2
Quindi ho compilato ed installato il tutto in questa maniera:
[root@linux ~]# cd joy2key-1.6.3
[root@linux ~]# ./configure
[root@linux ~]# make
[root@linux ~]# make install
A questo punto abbiamo installato tutto ciò che serve, quindi non occorre più il terminale da root, ma basterà da utente.
Colleghiamo l'adattatore wireless della batteria ad una delle porte USB presenti nel nostro PC, quindi occorre fare un altro piccolo passaggio per configurare joy2key per funzionare con la nostra batteria.
Da terminale, come utente, occorre creare un file nascosto nella nostra home chiamato .joy2keyrc, per farlo basta dare questo comando:
[redmarv@linux ~]$ nano .joy2keyrc
Quindi premendo invio avrete il vostro bell'editor di testo da terminale (nano appunto) con cui potrete scrivere il file di configurazione di joy2key, basta quindi inserire le seguenti righe dentro il file:
START hydrogen-thresh 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0-X-dev /dev/input/js0-buttons b x n g z j
[redmarv@linux ~]$ joy2key -dev /dev/input/js0 -config hydrogen
Nuovo pacchetto sicurezza: WiFi Libero?
Buongiorno a tutti!
Dopo circa un mesetto di silenzio torno a scrivere.
Ebbene si, non scrivo in maniera periodica, anche perchè scriverei più boiate del dovuto, quindi mi limito a sparare qualcosina ogni tanto, quando qualcosa mi colpisce o qualche idea malsana mi balza in testa.
Oggi non parlerò di idee malsane, ma di qualcosa che interessa di certo tutti coloro che apprezzano l'utilizzo di internet "anche solo per sapere quante volte dovrebbero andare al gabinetto, in assoluta mobilità"
Ok, prima boiata sparata!
Andiamo al punto, alcuni giorni fà si è potuto leggere su vari blog e siti di importanti testate giornalistiche una buona (forse, magari, speriamo) notizia, ovvero l'approvazione del nuovo "Pacchetto Sicurezza" proposto dal Ministro dell'interno Roberto Maroni.
Ora, al di là del fatto che "Pacchetto Sicurezza" mi fa pensare inevitabilmente ad un offerta del supermercato del tipo "Formato Convenienza" andiamo a vedere cosa, di preciso, mi ha colpito.
Novità sulla questione "Reti WiFi Libere"!
Infatti questo nuovo pacchetto, dovrebbe portare all'annullamento dell'articolo numero 7 del Decreto Pisanu, che imponeva strette norme sulla gestione di punti di accesso WiFi liberi sul territorio Italiano.
Sinteticamente, l'articolo Pisanu dice che chiunque volesse fornire accesso ad internet gratuito in luoghi come Bar, Ristoranti, Circoli, o a pagamento, come ad esempio Internet Point ha l'obbligo, per legge, di identificare in modo certo l'identità del soggetto "navigante" e registrarne il traffico, di modo da poter fornire tali dati alle Forze dell'Ordine, in caso di riscontrati reati attuati o organizzati, tramite la connessione ad internet stessa.
Cosa dovrebbe cambiare?
Teoricamente dal primo di Gennaio le connessioni WiFi da luoghi pubblici saranno più libere e magari più diffuse.
Effettivamente non si può parlare di liberalizzazione totale ed assoluta delle reti WiFi, perchè comunque dovrebbero restare degli obblighi in materia, per tutelare la sicurezze Pubblica.
Ma facciamo un passo indietro, perchè il vecchio Decreto Pisanu obbliga a "controllare" in tale modo le connessioni WiFi dai luoghi Pubblici?
Le due principali motivazioni sono:
- Mafia
- Terrorismo
In effetti, senza controllo alcuno si rischierebbe di dare a questi due tipi di "organizzazioni" canali liberi per organizzarsi come meglio pare loro.
E qui qualcuno potrebbe dire:
"Ma un mafioso o un terrorista, non andrà mai in un internet point con i propri veri documenti di identità per farsi i fattacci propri!"
Giusto!
Ma almeno si può arginare il problema, prevaricando la possibilità di organizzarsi, sfruttando internet, quanto meno la piccola criminalità o i meno "esperti".
Dunque, abbiamo detto che per chi è intenzionato ad organizzare qualcosa di "grosso" l'obbligo dei documenti è pressochè inutile, mentre rappresenta una discreta rogna per chi desidera semplicemente utilizzare internet senza violare alcuna legge.
Sarebbe invece utile, a mio avviso, introdurre l'obbligo di monitorare, da questi punti di accesso libero, il traffico di tutti, in forma assolutamente anonima, come già avviene in molti altri stati Europei.
Insomma, a mio avviso, la liberalizzazione delle reti WiFi è da attuarsi, ma prendendo comunque i dovuti accorgimenti per evitare di favorire mafia e terrorismo.
Oggi do i numeri
Salve a tutti, ammesso e non concesso che ci sia qualcuno da definire tutti e che legga questi articoli.
Oggi, come da titolo, do i numeri.
Non occorre che prendiate carta e penna per giocarveli e sperare magari in un colpaccio al Super Enalotto, ve lo auguro, anzi magari se vincete ricordatevi di me
, ma oggi volevo un pò buttare giù alcune considerazioni su le reti wireless nel mondo.
Da un paio di mesi, conosco ed utilizzo un software per il mio cellulare (android on board) chiamato Wigle, questo software permette di raccogliere dati ed informazioni sulle reti wireless che ogni utente incontra andando in giro per il mondo (se, magari) e di inviare tali dati al sito degli sviluppatori del progetto, per raccogliere statistiche ed informazioni a livello mondiale.
A mia volta, nel mio piccolo, tento di fare lo stesso per quanto riguarda le reti da me incontrate muovendomi per l'italia, e così, oltre che inviare i dati al sito wigle.net provvedo man mano che li raccolgo a inserirli in una mia banca dati personale, a puro scopo statistico.
Navigando il sito di Wigle si può consultare un'ampia sezione di statistiche, ben dettagliate e ben fatte, ed è proprio di queste statistiche che voglio parlarvi, visto che alcune mi han particolarmente colpito.
Attualmente, da parte degli utenti che utilizzano Wigle, sono state registrate ben 27.011.955 reti uniche delle quali il 28,3% (circa 7.651.507 reti) risultano essere sprovviste di ogni tipo di chiave crittografica.
A mio avviso, già questo dettaglio è abbastanza preoccupante, perchè. anche se poi per l'effettiva navigazione molte di queste reti potrebbero richiedere autenticazioni tramite una pagina web, o la registrazione del MAC Address presso il fornitore della connessione, il fatto che siano in chiaro mostra effettivamente la poca sicurezza dei sistemi ad esse collegate.
Tornando ad altri numeri, curioso è il fatto che la maggior parte di queste reti non mandi in broadcast il proprio SSID (il 7.522% pari a 2.031.993) mentre al secondo posto della classifica per SSID si trovano reti create con router Linksys, con il nome della rete lasciato uguale a quello di default (7.187% pari a 1.941.487 reti).
Questo fa pensare a quante persone acquistano un router e lo mettono su senza neanche cambiare un parametro, esponendo così la propria rete a pericoli dovuti alle debolezze risapute di determinate apparecchiature o a configurazioni standard (esempio più classico in assoluto sono le credenziali di autenticazione per la gestione delle apparecchiature che spesso sono "admin" "admin" di default).
Da queste statistiche si può anche stilare una classifica dei primi tre produttori di router/access point/schede di rete più diffusi in giro per il mondo e questi sono:
- Linksys con 2.794.283 reti pari al 10.344% totale
- D-Link con 1.348.579 reti pari al 4.992% totale
- Cisco con 1.202.027 reti pari al 4.449% totale
Quindi al primo e terzo posto, fondamentalmente, abbiamo dispositivi che fanno capo alla Cisco, mentre al secondo dispositivi molto economici che, evidentemente, soddisfano una buona fascia di mercato.
Come dicevo all'inizio di questo articolo, a mia volta, sto cercando di stilare una piccola statistica relativa ai luoghi in cui io mi sono ritrovato a passare, fermandomi, per ora, solo ad una distinzione tra reti criptate e non ed ecco i dati fino ora analizzati:
Reti uniche registrate: 6.341
Reti protette con crittografia: 5.435 (85.71%)
Reti prive di crittografia: 906 (14.29%)
Tengo a precisare che attualmente manca l'analisi di circa altre 2.000 reti registrate ma non inserite nel mio sistema, negli ultimi giorni, e anche il fatto che le reti fin ora registrate si trovano in zone comprese tra il Salento, l'Umbria, porzioni della Toscana e porzioni del Lazio (Così potete pure farvi un pò di fatti miei, su dove son stato negli ultimi mesi và
).
Beh, fin ora per quanto riguarda le reti protette, posso dire che siamo in una buona media, 14% contro il 28% registrato con un campio molto più ampio registrato dagli utenti di Wigle.net.
Spero, in un futuro, di poter registrare più reti e poter sviluppare, personalmente, un software che permetterà anche ad altri utenti, magari più "spalmati" sul territorio nazionale, di contribuire a questa piccola indagine statistica.
Per il momento ho finito, passo e chiudo!
P.S.: Chi fosse interessato a seguire gli sviluppi della mia indagine statistica, può controllare la sezione del mio sito dedicata: QUI.
The Document Foundation – OpenOffice spiega le ali
La notizia oramai è vecchia di qualche giorno, ma mi sembra doveroso parlarne comunque.
Che accade?
Come molti di voi sanno, la famosa Suite OpenOffice, sviluppata da volontari inerenti alla comunica Open Source, vedeva come suo maggior sponsor la Sun.
Dopo l'acquisto di quest'ultima da parte di Oracle, il futuro di Open Office è subito apparso molto vago e non definito, infatti non era mai stata rilasciata alcuna dichiarazione ufficiale da parte di Oracle stessa in tal riguardo.
La scelta più ovvia, quindi, che potevano prendere gli sviluppatori è stata una: Cercare l'Indipendenza. Quindi è nata una Fondazione Indipendente, chiamata "The Document Foundation", con il principale scopo di mantenere vivo lo spirito inizale e il progetto stesso.
E ora? Che accadrà?
Ovviamente, gli sviluppatori, non possono di certo "Silurare" Oracle con un "Arrivederci e Grazie", ma la nuova fondazione ha ufficialmente invitato l'azienda di Larry Ellison ad aderire alla fondazione stessa e a donare il marchio alla comunità che ha dato vita e continua a sviluppare il progetto.
Se la proposta non dovesse essere accettata, gli sviluppatori stessi di OpenOffice si metteranno al lavoro in un "fork" della stessa Suite, il cui nome è già pronto: "LibreOffice", di cui, a dire il vero, è già disponibile una beta.
A mio avviso, questo, è un grande sforzo che merita il plauso e l'appoggio di tutti gli utenti, infatti in questo modo si cercherà di eliminare le barriere all'adozione, sia per gli utenti, che per gli sviluppatori, e fare di LibreOffice la più accessibile tra le suite di produttività.
Questa iniziativa ha avuto, ad oggi, il pieno appoggio di una personalità molto influente nel mondo del Free Software, come Richard Stallman, oltre ad aver raccolto interessanti supporter come: Google, Novell, Free Software Foundation, Open Source Initiative.
A mio avviso questa è stata un'ottima mossal, tra l'altro molto coraggiosa, che darà respiro all'intera comunità e garantirà a tutti gli utenti, la libertà di scegliere come scrivere i propri documenti.
Per ulteriori informazioni, vi segnalo l'ottimo articolo scritto, qualche giorno fa, da Marina Latini, in cui si possono trovare, tra l'altro, il comunicato ufficiale e altre informazioni utili.
The Document Foundation: questa volta l’abbiamo fatta grossa…
Passo e chiudo!
Truffa Easy Download
Ovvero come ti truffo l'utente con l'inconsapevole aiuto dei motori di ricerca.
Ultimamente alcuni miei amici sono incorsi in uno spiacevole avvenimento e documentandomi per la rete ho avuto modo di constatare che essi non sono gli unici, di cosa stiamo parlando?
Ma è ovvio! Easy Download!
Mi spiego meglio, nel giro di un mesetto ho sentito dire da queste persone "Mi è arrivata una bolletta di Easy Download! Questi vogliono 100 Euro!".
Ecco, la prima risposta che mi viene in mente in questi casi è "Non pagare!".
Infatti, come si può constatare dal sito dell'Unione Nazionale Consumatori trattasi di truffa bella e buona, importata dalla vicina Germania.
Funziona più o meno così:
L'ignaro utente ha bisogno di un programma, generalmente Open Source e generalmente liberamente (e gratuitamente) scaricabile dalla rete.
Mettiamo caso il famoso Open Office, allora l'utente che fa, va su Google e scrive "Download Open Office", teoricamente tra i primi risultati dovrebbe trovare il sito ufficiale (linkato sopra), ma delle volte capita che si ritrova su una pagina, ben fatta, in cui vengono richiesti i dati personali per effettuare il download, senza alcuna avvertenza riguardante eventuali costi del servizio di download.
Ebbene sì, la pagina in questione è effettivamente una pagina del sito Easy Download!
Una volta che l'utente con diligenza ha inserito tutti i propri dati, avviene il download e tutto pare filare liscio, almeno fin quando a casa del malcapitato arriva una lettera in cui si richiede il pagamento di una cifra intorno ai 100 Euro, seguita da intimidazioni, basando la pretesa sulla ormai decorrenza del termine di legge per il recesso.
Il tutto preceduto, delle volte, da mail dove si dichiara che si è concluso un contratto di servizio per un abbonamento di 24 mesi a pagamento anticipato.
Ma effettivamente che deve fare l'utente?
Lo ripeto... NON PAGARE!
Insomma, ci provano no? Metti un pò di paura a destra e manca e vedrai che qualcuno che per non aver problemi paga lo trovi.
Ed evidentemente, in giro per la rete, questi, ne han trovati abbastanza che pagano.
Ora vi chiederete "Io ho fatto una vaccata! Perchè non dovrei pagare?".
Come si legge in un articolo pubblicato sul sito dell'Unione Nazionale Consumatori le motivazioni sono semplici:
Si fa notare che in base alla normativa vigente, in materia di contratti a distanza, la società ha l’obbligo di inviare idonea informativa per iscritto al consumatore per metterlo a conoscenza dei dati dell’imprenditore e degli estremi del contratto (articoli 52 e 53 Codice del consumo).
Dunque, potresti limitarvi a non pagare e ignorare le missive minatorie (tra l'altro scritte in un italiano parecchio disastrato a quanto mi è stato raccontato), oppure se volete proprio star tranquilli potete (sempre come si legge nel suddetto articolo):
per puro scrupolo si potrà inviare raccomandata (i nostri esperti sono a disposizione di chi si vuole associare) con ricevuta di ritorno alla sede legale della società (Easy Download – Euro Content Ltd. – Quirinsstr. 8 – D-60599 Frankfurt am Main p.c.), avvalendosi di quanto stabilito dagli articoli 64 e 65 del Codice del consumo. Infatti il termine legale di dieci giorni si riferisce alla situazione in cui il professionista abbia adempiuto agli obblighi di legge...
E in oltre:
Si può, inoltre, continuare a segnalare il caso all'Antitrust chiamando il numero verde 800 166 661. Preparare una copia della mail pervenuta dalla Euro Content Ltd che bisognerà faxare all'Antitrust. E' importante segnare il numero ID che l'Antitrust assegnerà alla vostra segnalazione.
Insomma, che dire, se ne inventano sempre una più del diavolo per fregare gli stessi utenti che sulla rete andrebbero tutelati.
Per maggior chiarezza vi invito comunque a leggere l'articolo completo sopra linkato, a cura di Gianluca Selicato.
Non posso che concludere quindi raccomandandovi di fare attenzione quando scaricate software dalla rete, prediligete sempre i Mirror Ufficiali (siti ufficiali), anche perchè vi ritroverete sempre e comunque a scaricare il software più aggiornato ed eviterete incidenti come questo.
Alla prossima e... Occhi aperti!
Breve Resoconto Software Freedom Day 2010
Nella giornata appena passata, come annunciato già in precedenza, si è svolto il Software Freedom Day 2010.
Il Free Software User Group Italia ha avuto modo di organizzare l'evento quest'anno ancora presso il "Centro Congressi Aldo Capitini" a Perugia, con la collaborazione dell’ITC Aldo Capitni – Vittorio Emanuele II.
Durante la mattinata si sono susseguiti diversi talk e, come è avvenuto già per la passata edizione, sono stati gli studenti stessi, affiancati dallo Staff del Free Software User Group Italia e dal corpo docenti dell'istituto stesso, i veri protagonisti.
Infatti i ragazzi hanno raccontato ai propri compagni, alcune delle alternative libere esistenti al software proprietario.
In particolare sono stati presentati i seguenti Software Liberi:
- Impress
- Mozilla Firefox
- Pidgin
- VLC
- Camstudio
- Audacity
- Miro
- Miro Video Converter
- Inkscape
- Gimp
- Joomla
- Python
Sicuramente un bel successo, in quanto si è riusciti a rendere gli stessi ragazzi, protagonisti di questa giornata del Software Libero, facendo in questo modo partire un messaggio per i giovani, che saranno magari il futuro di questa nostra società, dai giovani stessi.
Hanno inoltre partecipato con interventi:
- Isabella Giovagnoni (Dirigente Scolastico) e Antonella Righi (Professoressa)
- Dott. Giglioni Gabriele in rappresentanza della Provincia di Perugia
- Simone Falchetti in rappresentanza del Comune di Perugia
- Dott. Alexjan Carraturo (fsugitalia) con un'introduzione al Software Libero
- Giardini Paolo (LUG di Perugia) presentazione del gruppo LUG Perugia
- Andrea Castellani (CCOS) presentazione del Centro di Competenza sull'Open Source
- Dott. Paolo Bernardi (fsugitalia) trattando tematiche inerenti alle licenze CC
- Paolo Sammicheli (ubuntu-it) con un'introduzione alla Distro Ubuntu
- Maurizio Cavalletti (LUG di Perugia) WordPress e piattaforme di Blogging
- Stefano Biancorosso (fsugitalia) con una presentazione riguardate l'aspetto estetico delle distribuzioni GNU/Linux e conclusioni
In contemporanea, sempre con la collaborazione attiva ed organizzativa del Free Software User Group Italia, le comunità Debian ed Ubuntu Italia e l'Università degli Studi di Perugia (con il supporto dei Professori Sergio Tasso ed Osvaldo Gervasi) si è svolto presso il Dipartimento di Matematica ed Informatica dell'Università degli Studi di Perugia la “DUCC-It ’10″ ( la conferenza delle comunità italiane Debian-it ed Ubuntu-it).
Per ulteriori informazioni si rimanda al sito del Free Software User Group Italia:
Dove sarà pubblicato, nei prossimi giorni, un resoconto più dettagliato, le foto degli eventi e il materiale disponibile per gli eventi stessi.
redmarv’s projects
Nelle pagine di questo wiki, alcuni dei miei progetti (conclusi o ancora in vita) portati avanti per svariati motivi.
Didattici e non.
Presto verrà importato anche il progetto Redmarv Wireless Roadmap nei suoi nuovi sviluppi.
Have fun!
Fsugitalia – Software Freedom Day
Ancora una volta, FSUGitalia, in collaborazione con l’ITC “A. Capitini – Vittorio Emanuele II”, con il patrocinio della Regione Umbria, della Provincia di Perugia e del Comune di Perugia, ha il piacere di invitarvi, il 18 settembre 2010, al Software Freedom Day.
Software Freedom Day è un evento mondiale con circa 300 team partecipanti in tutti i continenti e 12 in Italia ( Brescia, Catanzaro, Cosenza, Enna, Feltre, Latina, Milano, Orvieto, Palermo, Quartu, Schio e ovviamente il tradizionale evento FSUGitalia a Perugia), pensato per promuovere il software libero in generale, con una certa attenzione per il mondo delle scuole e degli studenti. L’evento è organizzato a livello internazionale dalla Software Freedom International (Fondazione americana senza fini di lucro) in collaborazione con Google, Canonical, Red Hat e con il supporto di FSF ed FSFE.
Il luogo dell’appuntamento perugino, come ormai da tradizione, sarà il Centro Congressi “Aldo Capitini” di viale Centova 4. L’evento, da sempre legato al mondo scolastico ed accademico, si avvale dell’ottima e duratura collaborazione tra FSUGitalia e l’ITC Aldo Capitni – Vittorio Emanuele II; dopo il riuscito coinvolgimento degli studenti nell’edizione 2009, quest’anno si è riusciti ad aumentare il numero degli interventi eseguiti dagli studenti della scuola, che ancora di più, si pone come soggetto attivo nella diffusione del software libero e dei suoi valori.
L’evento partirà con la sessione mattutina alle ore 9:00 con gli interventi introduttivi (e delle autorità convenute) e seguirà con gli interventi tecnici/specialistici degli esperti e degli studenti fino alle ore 13. Nel pomeriggio presso il “Dipartimento di Matematica ed Informatica” dell’Università degli Studi di Perugia, vi sarà uno spazio dedicato agli aspetti più pratici del software libero, alle installazioni ed alla risoluzione dei problemi tecnici. Oltre al team di FSUGitalia, ospite d’eccezione di quest’anno, direttamente dalla community di Ubuntu-it, Paolo Sammicheli. Prevista inoltre la partecipazione del “GNU/Linux User Group Perugia” e del CCOS, in rappresentanza delle attività locali legate al FOSS. Come di consueto inoltre, sarà prevista la partecipazioni di rappresentati degli enti locali (presto ulteriori aggiornamenti).
Per maggiori informazioni potete consultare la pagina sfd10 del nostro wiki eventi, per i banner, volantini ed altro materiale, visitare la sezione “materiali“.
Inoltre, grazie ad una efficace collaborazione tra i membri delle comunità Debian ed Ubuntu, l’Università degli studi di Perugia (nella persona del prof. O. Gervasi) e FSUGItalia si è riusciti a portare nel medesimo giorno, presso il Dipartimento di Matematica ed Informatica dell’Università degli Studi di Perugia (via Vanvitelli 1, Perugia), la “DUCC-It ’10″ ( la conferenza delle comunità italiane Debian-it ed Ubuntu-it). L’evento, sarà dedicato principalmente agli appartenenti attivi delle varie comunità, focalizzandosi, come di consueto, sulle attività di sviluppo, mantenimento, traduzione e promozione. Questo però non preclude in alcun modo la gradita partecipazione di pubblico interessato ad entrare in questo mondo dalla “porta principale”. A questa giornata si aggiungono inoltre il briefing di venerdì ed il debriefing di domenica (presso l’Hacklab “Projectz on Island” di Via Magno Magnini). Durante i giorni del DUCC-It ’10 sarà presente anche il nuovo Debian Project Leader, Stefano Zacchiroli.
Per maggiori informazioni potete consultare la pagina duccit sul nostro wiki eventi. Disponibile qui anche il comunicato stampa ufficiale.
Quindi riflettori puntati sull’evento di Perugia, senza dimenticare gli eventi nelle altre città da seguire con attenzione.





